- Chi siamo
- Notizie
- Servizi
- Convenzioni
- Essere socio
- Eventi
- Contatti
- Login
- |
Marzo 17, 2026
Nuova analisi Confcommercio su “Città e demografia d’impresa”. Prosegue inarrestabile la desertificazione commerciale: il Nord perde più punti vendita, il Sud resiste. Digitalizzazione dei consumi e turismo cambiano i centri urbani. Sangalli: “Emergenza urbana, serve un patto con i sindaci".
Negli ultimi tredici anni, le città italiane hanno visto sparire 156mila negozi e attività ambulanti, oltre un quarto del totale, secondo l’analisi “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi Confcommercio (guarda il link al documento integrale in pdf), presentata il 12 marzo scorso a Roma nella sede nazionale della Confederazione.
Il fenomeno colpisce soprattutto il Nord, con comuni come Belluno, Vercelli, Trieste e Alessandria che perdono oltre il 33% dei punti vendita, mentre al Sud città come Crotone e Olbia mostrano una maggiore tenuta (qui la classifica dei 122 comuni).
Un ruolo decisivo lo gioca l’e-commerce. Nel 2025 le vendite online rappresenteranno oltre l’11% dei beni acquistabili e il 18% dei servizi, mentre tra il 2015 e il 2025 l’e-commerce quasi triplica (+98,4%), passando da 31 a oltre 62 miliardi di euro. Nel frattempo, le piccole superfici commerciali restano ferme, accentuando il calo di negozi fisici e l’attrattività delle città.
Le imprese straniere compensano in parte il declino: crescono di 134mila unità tra il 2012 e il 2025 e garantiscono 194mila posti di lavoro, restando più piccole delle aziende italiane, che invece aumentano di dimensione e si strutturano in società di capitale, segno di maggiore professionalizzazione.
|
Tabella – Imprese attive nei centri storici (var. % 2012-2025) |
|
Fonte: “Città e demografia d’impresa”, Ufficio Studi Confcommercio, marzo 2026 |
|
|
Settore |
Var. % 2012–2025 |
|
alimentare |
-17,6 |
|
profumerie, fiorai, gioiellerie |
-18,8 |
|
computer e telefonia |
7,9 |
|
farmacie |
9,8 |
|
tabacchi |
-2,5 |
|
mobili e ferramenta |
-35,9 |
|
edicole |
-51,9 |
|
libri e giocattoli |
-32,6 |
|
abbigliamento e calzature |
-36,9 |
|
carburanti |
-42,5 |
|
dett sede fissa |
-25,2 |
|
commercio ambulante |
-29,7 |
|
alberghi |
-9,2 |
|
altri alloggi |
184,4 |
|
bar |
-21,1 |
|
ristoranti |
35,0 |
|
rosticcerie, gelaterie, pasticcerie |
14,4 |
Il tessuto urbano cambia anche nella composizione delle attività. I negozi tradizionali calano drasticamente: edicole -52%, abbigliamento e calzature -37%, mobili e ferramenta -36%. Crescono invece le attività legate al turismo e alla ristorazione: ristoranti +35%, gelaterie e pasticcerie +14%, affitti brevi +184%. Nei centri storici del Sud, i B&B sono quasi quadruplicati dal 2012. Il risultato è una nuova geografia urbana: meno negozi di prossimità, più attività turistiche e ristoranti, e una trasformazione degli spazi cittadini che rischia di creare quartieri-dormitorio e città meno vive, soprattutto per gli anziani e chi ha bisogno dei servizi di vicinato.
In Città. Spazi che cambiano, economie che crescono
PER INFORMAZIONI:
ISTAT: il mercato del lavoro – IV trimestre 2025
Marzo 17, 2026
L'outlook della settimana. Il punto al 17 marzo 2026
Marzo 17, 2026
FNAARC: BENE IL PROVVEDIMENTO SUL CONTRASSEGNO UNICO ZTL.
Marzo 12, 2026
CORSI GRATUITI PER LA SICUREZZA IN PARTENZA
Marzo 12, 2026
Governo: inclusione delle persone con disabilità
Marzo 11, 2026
L'outlook della settimana. Il punto al 10 marzo 2026
Marzo 10, 2026