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L'outlook della settimana. Il punto al 14 luglio 2026

Uno scenario globale selettivo

L'economia mondiale continua a crescere, ma con velocità sempre più differenziate Nel nuovo aggiornamento del World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale conferma una crescita globale del 3,0% nel 2026 e del 3,4% nel 2027. Le tensioni geopolitiche e gli effetti del conflitto in Medio Oriente continuano a pesare soprattutto sui Paesi importatori di energia, mentre gli investimenti legati all'intelligenza artificiale sostengono le economie maggiormente integrate nelle filiere tecnologiche. Per l'Italia il Fondo conferma una crescita dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, delineando un quadro di moderata stabilità in un contesto internazionale ancora incerto.

L'Italia cresce, ma a velocità diverse

Nel confronto europeo, l'economia italiana continua a mostrare una buona capacità di tenuta. Secondo l'Istat, nel primo trimestre del 2026 il Pil è aumentato dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre l'area euro ha registrato una flessione dello 0,2%. La crescita acquisita per l'intero anno sale così allo 0,6%.
L'Ufficio Studi Confcommercio delinea uno scenario più favorevole, prevedendo per il 2026 una crescita del Pil dello 0,9% e dei consumi dell'1,2%. La ripresa, tuttavia, continua a procedere con intensità diverse: il Centro-Nord mantiene un ritmo più sostenuto, mentre il Mezzogiorno fatica ancora, soprattutto sul fronte della domanda delle famiglie. Restano inoltre segnali di debolezza nella manifattura: a maggio la produzione industriale è diminuita dello 0,3% rispetto ad aprile, pur mantenendo un incremento dello 0,9% nella media degli ultimi tre mesi.

Il lavoro continua a sostenere l'economia

Il mercato del lavoro si conferma il principale fattore di stabilità. Il XXV Rapporto annuale dell'INPS evidenzia che nel 2025 gli assicurati hanno raggiunto quota 27,2 milioni, con 244 mila occupati in più rispetto all'anno precedente e 1,7 milioni in più rispetto al periodo pre-pandemico. L'incremento interessa soprattutto giovani, donne e lavoratori extra UE. Le retribuzioni nominali continuano a crescere, anche se non hanno ancora recuperato completamente il potere d'acquisto perso durante la fase di forte inflazione. Sul fronte della domanda di lavoro, secondo Unioncamere, nel mese di luglio sono previste quasi 568 mila nuove entrate, mentre resta elevata la difficoltà nel reperire le competenze richieste.

Le aspettative delle imprese si fanno però più caute

L'indagine S&P Global Italy Business Outlook registra a giugno il livello di fiducia più basso dell'ultimo anno, pur senza evidenziare peggioramenti significativi nelle previsioni relative a occupazione, investimenti e redditività. Si tratta più di un atteggiamento prudente, determinato dall'incertezza dello scenario internazionale, che di un'inversione del ciclo economico.
Un segnale incoraggiante arriva dal Misery Index di Confcommercio, tornato a diminuire grazie al rallentamento dell'inflazione dei beni ad alta frequenza d'acquisto e alla lieve riduzione della disoccupazione estesa.

Le sfide strutturali restano aperte

Accanto ai dati congiunturali, permangono alcune criticità di lungo periodo. Eurostat conferma che la sostanziale stabilità della popolazione italiana è ormai garantita quasi esclusivamente dal saldo 
migratorio, che compensa il forte calo naturale dovuto al persistente squilibrio tra nascite e decessi.

A questo si aggiunge un altro indicatore che merita attenzione. Secondo l'Istat, nell'ultimo decennio è diminuita la quota di italiani che legge libri. Un dato che richiama il tema del capitale umano e della partecipazione culturale, fattori sempre più determinanti per la competitività e la crescita del Paese.

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