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Marzo 24, 2026
Come si muove l’economia tra guerra, tassi e transizione
Un quadro globale più incerto, ma non ancora recessivo
Mentre il Rapporto mondiale sulla felicità ci ricorda che la qualità dello sviluppo non si misura soltanto con PIL e inflazione, e che l’Italia recupera un paio di posizioni, l’economia europea è in una fase delicata: la ripresa c’è, ma resta esposta a shock esterni che possono rapidamente cambiarne il profilo. La guerra in Medio Oriente ha riaperto il tema del rischio geopolitico come fattore economico diretto: influisce sui prezzi dell’energia, sulle aspettative di imprese e famiglie e, soprattutto, sulla fiducia. In una recente intervista a El Mundo, il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, pur ritenendo improbabile che il conflitto trascini l’area euro in recessione, ha ribadito la necessità di monitorare con attenzione gli effetti di secondo impatto, quelli che arrivano più tardi ma possono sedimentarsi nei prezzi e nei comportamenti.
Le banche centrali tornano al realismo
Intanto, la decisione di Francoforte di lasciare invariati i tassi riflette esattamente questo contesto: inflazione più vicina all’obiettivo, ma scenario troppo instabile per sbilanciarsi. Da un lato i prezzi al consumo nell’area euro (Eurostat) mostrano un quadro più ordinato rispetto a un anno fa; dall’altro il conflitto aumenta i rischi di nuova volatilità. È una linea di prudenza che ritroviamo anche nell’intervento della vicedirettrice della Banca d’Italia, Chiara Scotti, alla conferenza su “Stabilità Finanziaria e Regolamentazione”: il sistema finanziario sta cambiando rapidamente, sotto la spinta della digitalizzazione, della crescita degli intermediari non bancari e di un intreccio più stretto tra politica monetaria e stabilità finanziaria. È un contesto nuovo in cui non bastano più vecchi schemi di lettura: servono analisi migliori, vigilanza più flessibile e regole capaci di accompagnare la trasformazione senza perdere il controllo dei rischi.
Pagamenti digitali e autonomia strategica
In questo scenario prende corpo anche un altro tema strutturale: il controllo delle infrastrutture dei pagamenti nei prossimi anni. Luis de Guindos, sempre nell’intervista a El Mundo, insiste sull’autonomia strategica europea e rilancia il tema dell’euro digitale, mentre il dibattito sulle stablecoin mostra quanto il terreno sia ancora fluido. Nel Working Paper Stablecoins and the Future of Payments del Fondo Monetario Internazionale, le nuove tecnologie di pagamento promettono efficienza, ma la loro diffusione non è automatica: richiede fiducia, massa critica e un quadro regolatorio credibile. La posta in gioco, ormai, non è solo tecnologica ma geopolitica.
Europa e Italia: segnali positivi e vulnerabilità
La produzione nelle costruzioni rallenta sia nell’area euro, secondo Eurostat, sia in Italia, nelle rilevazioni Istat. Sale il costo del lavoro, riporta Eurostat, ma con intensità differenziate tra i Paesi. Anche l’OCSE segnala che la ripresa dei salari reali sta perdendo slancio e che in diversi Paesi, Italia compresa, il recupero del potere d’acquisto resta incompleto.
I dati della Congiuntura Confcommercio restituiscono un’economia italiana in miglioramento, anche in settori che negli ultimi tempi avevano segnalato andamenti diversi: sono aumentate le vendite di automobili, si è fermata la discesa dell’abbigliamento e si è rafforzata l’elettronica di consumo. I consumi e il PIL hanno mostrato una tenuta fino a febbraio, ma il peggioramento del quadro internazionale rischia di indebolire le aspettative, come ha commentato il presidente Carlo Sangalli: “Lo scenario di guerra rischia di vanificare la ripresa”. Sul fronte interno, poi, emergono dinamiche miste. Secondo Unioncamere, il reddito disponibile delle famiglie cresce, con un Mezzogiorno relativamente più vivace; i prezzi delle abitazioni, rileva Istat, hanno continuato a salire anche nel quarto trimestre 2025; il commercio estero, sempre Istat, appare sostanzialmente fermo, con esportazioni stabili e importazioni in calo. Inoltre, il mercato italiano degli articoli per la tavola, la cucina e la decorazione della casa, indagato da ART con Format Research, mostra una vitalità straordinaria, raggiungendo nel 2025 un valore complessivo di 8,08 miliardi di euro, con una crescita del +6% rispetto alla precedente rilevazione del 2023.
Capacità di adattamento
Vale per le banche centrali, per i sistemi di pagamento, per le imprese, per i consumi e persino per gli ospedali. In una fase in cui la crescita resta possibile ma meno lineare, la differenza la farà chi saprà leggere prima i rischi e trasformare l’incertezza in organizzazione, investimento e capacità di risposta.
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