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L'outlook della settimana. Il punto al 30 giugno 2026

Europa: incertezze globali e segnali di tenuta

L'economia europea continua a muoversi in un contesto complesso, nel quale le tensioni geopolitiche restano il principale elemento di incertezza. La BCE conferma la necessità di mantenere una politica monetaria restrittiva dopo il rialzo dei tassi di giugno, ritenendo che il conflitto in Medio Oriente continui ad alimentare le pressioni inflazionistiche. Nel frattempo, il settore privato dell'area euro mostra timidi segnali di miglioramento: secondo il PMI Flash di S&P Global, l'economia evita la recessione e i segnali di debolezza del terziario sembrano attenuarsi.. Restano tuttavia evidenti le conseguenze degli ultimi anni, come dimostra Eurostat: tra il 2015 e il 2025 i costi di costruzione degli edifici residenziali nell'Unione europea sono aumentati del 48%.

In Italia il quadro appare altrettanto prudente

La Congiuntura Flash di Confindustria evidenzia come il cessate il fuoco in Medio Oriente abbia ridotto temporaneamente le tensioni sul prezzo del petrolio, ma permangano forti elementi di instabilità. L'inflazione resta elevata, i tassi più alti frenano il credito e il turismo internazionale ha subito un brusco rallentamento. Il secondo trimestre dovrebbe risentire maggiormente degli effetti della crisi geopolitica, mentre il terzo potrebbe beneficiare di un graduale miglioramento. A sostenere l'attività economica continuano a contribuire la tenuta dell'industria e gli investimenti legati al PNRR.
I dati Istat delineano un'economia che cresce lentamente ma senza arretrare. La stima preliminare mostra che nel 2025 il PIL è aumentato dello 0,5% nella maggior parte delle aree del Paese e dello 0,6% nel Mezzogiorno, che si conferma anche la ripartizione più dinamica sul fronte occupazionale. La crescita rimane quindi modesta ma diffusa, sostenuta soprattutto dalle costruzioni e, nel Nord-est, anche dal commercio.

Segnali contrastanti

Secondo i dati Istat, l'attività produttiva continua a mostrare luci e ombre. Ad aprile il fatturato dell'industria cresce in valore ma diminuisce nei volumi, segnale che la produzione reale resta debole nonostante prezzi ancora sostenuti. I servizi mantengono invece un andamento leggermente positivo. Sul fronte degli scambi internazionali, a maggio l'export verso i Paesi extra UE registra un lieve aumento congiunturale, mentre le importazioni crescono più rapidamente, riflettendo una domanda interna ancora resiliente.
Anche il clima di fiducia conferma una fase ancora interlocutoria. A giugno peggiora la fiducia dei consumatori, mentre migliora quella delle imprese in tutti i principali comparti economici. Le famiglie iniziano infatti ad avvertire gli effetti del ritorno dell'inflazione sul proprio potere d'acquisto, mentre le imprese continuano a guardare con moderato ottimismo ai prossimi mesi. Una fotografia che Confcommercio definisce efficacemente "in chiaroscuro".

Lavoro, contratti e innovazione digitale

Il mercato del lavoro continua invece a rappresentare uno dei principali punti di forza dell'economia italiana. Secondo l'INPS, a marzo il saldo annualizzato delle posizioni di lavoro nel settore privato raggiunge quota 340 mila unità, trainato soprattutto dai contratti a tempo indeterminato.

Infine, continua ad accelerare la trasformazione digitale delle imprese europee. Secondo la BCE, oltre il 70% delle aziende dell'area euro utilizza già strumenti di intelligenza artificiale e quasi la metà di quelle che ancora non li impiegano prevede di investire nel corso del 2026. Per il momento solo una piccola quota ne fa un uso intensivo, ma la diffusione dell'IA sta rapidamente diventando un requisito sempre più importante per sostenere produttività e crescita."

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