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“inCittà”: dal rilancio dei negozi alla rigenerazione urbana, le proposte di Confcommercio

A Bari il confronto sul futuro delle economie di prossimità. Sangalli: «Le chiavi dei negozi ai sindaci per riaprire le città». Barbieri: «La cedolare secca non basta: serve un patto per abbassare gli affitti».

Riaprire i locali sfitti, sostenere le imprese di vicinato e riportare servizi e occasioni di incontro nei quartieri. Sono questi gli obiettivi al centro di “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, l’iniziativa promossa da Confcommercio nell’ambito del progetto Cities, che il 29 e 30 ottobre ha fatto tappa allo Spazio Murat di Bari.

Due giornate di confronto tra rappresentanti delle istituzioni e del sistema associativo, dedicate a una questione che riguarda direttamente anche Torino e i territori della provincia: come contrastare la desertificazione commerciale e rendere più attrattivi e vivibili i centri urbani.

Sangalli: un piano condiviso tra Comuni e imprese

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha richiamato il ruolo economico e sociale delle attività di prossimità: negozi, pubblici esercizi e servizi contribuiscono alla sicurezza, alla cura degli spazi e alla vita delle comunità.

I dati presentati restituiscono la dimensione del problema: tra il 2012 e il 2025 in Italia sono scomparse 156 mila imprese commerciali, mentre i locali commerciali sfitti sono oltre 460 mila. Quando uno spazio si svuota, rimane chiuso mediamente per più di sette anni.

Per invertire questa tendenza, Sangalli ha proposto ai sindaci di lavorare insieme a un Piano d’azione territoriale per la prossimità: alle amministrazioni la guida e la pianificazione, alle associazioni il contributo della conoscenza diretta delle imprese, delle strade e dei bisogni dei quartieri.

Un impegno che troverà un momento simbolico nella mobilitazione nazionale del 16 novembre, con la consegna delle chiavi dei negozi ai sindaci: quelle delle attività chiuse da riaprire, di quelle che devono continuare a operare e delle nuove imprese che possono contribuire alla rigenerazione urbana.

 

Barbieri: «La cedolare secca non basta, serve un patto sugli affitti»

Il costo degli affitti e il recupero dei locali vuoti sono stati al centro dell’intervento di Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, che ha aperto i lavori della seconda giornata indicando le priorità operative dell’associazione.

La prima proposta è introdurre un “manager degli sfitti”, una figura incaricata di mappare i locali inutilizzati e favorire, insieme ai Comuni, interventi strutturati per rimetterli a disposizione delle attività economiche.

Un lavoro che deve coinvolgere anche i proprietari degli immobili. Per Barbieri, infatti, un’agevolazione fiscale alla proprietà produce un beneficio concreto per il commercio soltanto se si traduce in condizioni di locazione più sostenibili.

«Va bene la cedolare secca come agevolazione fiscale per i proprietari, ma noi diciamo che non basta, non è sufficiente», ha sottolineato. Occorre affiancarla a un accordo che incida sul canone di affitto: diversamente, il vantaggio rimarrebbe esclusivamente alla proprietà, senza raggiungere le imprese che occupano i locali. Su questo fronte Confcommercio sta lavorando con Confedilizia.

Accanto al tema degli affitti, Barbieri ha indicato la necessità di semplificazioni burocratiche, agevolazioni fiscali e piani d’area capaci di valorizzare le vetrine e rafforzare l’attrattività dei quartieri.

Al Governo l’associazione chiede inoltre un fondo nazionale destinato ai Comuni che adottano piani per il commercio di vicinato nell’ambito della pianificazione urbana: risorse per trasformare i progetti in interventi concreti, all’interno di una vera agenda urbana italiana.

«Il progetto Cities non vuole essere un racconto astratto, ma un’iniziativa molto pratica», ha ricordato Barbieri. Anche la consegna delle chiavi del 16 novembre nasce con questo obiettivo: suggellare una collaborazione operativa tra imprese e amministrazioni comunali.

 

Dati e collaborazione per intervenire nei quartieri

Nel corso dei lavori è stata presentata anche Cities Analytics, la piattaforma dedicata all’analisi dei territori urbani e dei distretti del commercio. Come ha spiegato Paolo Testa, responsabile del Settore Urbanistica e Rigenerazione Urbana di Confcommercio, conoscere i dati locali permette di comprendere come i cambiamenti demografici e nelle abitudini di consumo incidano in modo diverso da un territorio all’altro, orientando interventi mirati.

Il confronto ha coinvolto, tra gli altri, i ministri Adolfo Urso e Paolo Zangrillo, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, il presidente di Confcommercio Bari-Bat Vito D’Ingeo e il sindaco di Bari Vito Leccese.

Dai diversi interventi è emersa una linea comune: la rigenerazione urbana deve affiancare alla riqualificazione degli spazi il sostegno alle attività che li rendono vivi. Una prospettiva che interessa da vicino anche il lavoro sui Distretti del Commercio: mettere in relazione amministrazioni, imprese e proprietà immobiliari per riportare opportunità, servizi e persone nelle vie delle città e dei paesi.

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