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Novembre 3, 2026
L’Italia non cresce, ma le imprese non si fermano
L'Europa che rallenta può puntare sul mercato unico
Secondo Eurostat, nel terzo trimestre il PIL è cresciuto dello 0,4% nell'area euro e dello 0,5% nell'Unione europea, rallentando rispetto al trimestre precedente. La disoccupazione nell'Eurozona si attesta al 6,5%, mentre la BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse, segnalando i rischi che il rincaro dell'energia comporta per prezzi e attività economica.
In questo scenario, la stessa Banca centrale europea richiama l'importanza del Mercato Unico: una riduzione anche modesta delle barriere commerciali interne potrebbe compensare gli effetti negativi dei maggiori dazi statunitensi. In un mondo economicamente frammentato, l'integrazione europea diventa una risorsa per la competitività.
Italia, crescita zero e prezzi in accelerazione
Secondo l'Istat, nel terzo trimestre il PIL è rimasto invariato, mentre a ottobre l'inflazione ha raggiunto il 5,4%, spinta soprattutto dall'energia e dagli alimentari. Le retribuzioni contrattuali crescono meno dei prezzi, comprimendo il potere d'acquisto delle famiglie. L'occupazione rimane sostanzialmente stabile, mentre, secondo l’Indagine Rapida del Centro Studi di Confindustria, peggiorano le aspettative sulla produzione industriale.
Non mancano, tuttavia, segnali di vitalità nei territori. L'Osservatorio Confcommercio Ascom Torino, realizzato con Format Research evidenzia nel terziario torinese ricavi in crescita, occupazione in recupero e una maggiore propensione delle imprese a richiedere credito per investire. Una capacità di tenuta che convive con l'aumento dei costi e la pressione sui margini.
Il valore delle imprese e le opportunità dei territori
Le prospettive di sviluppo dipendono anche dalla capacità di innovare e competere sui mercati internazionali. Secondo Unioncamere, le imprese esportatrici presentano una produttività del lavoro superiore di circa il 20% rispetto a quelle che operano esclusivamente sul mercato interno.
Un esempio delle potenzialità territoriali emerge dal Market Watch sulla Puglia di Banca Ifis, realizzato anche con dati Format Research. La regione contribuisce al 4,3% del PIL nazionale e presenta significative potenzialità di sviluppo nell'agroalimentare, nell'aerospazio, nella meccanica e nel turismo.
Accanto a queste opportunità persistono fragilità strutturali. I dati diffusi da Confcommercio nell'ambito dell'iniziativa dedicata alla rigenerazione delle città evidenziano la scomparsa di 156mila imprese commerciali dal 2012 e la presenza di oltre 460mila locali sfitti. Parallelamente, i numeri dell’indagine Confcommercio Lombardia con Format Research richiamano l'importanza dei Distretti del commercio e di politiche capaci di restituire vitalità economica e sociale ai centri urbani: su 900 imprese intervistate, il 75% esprime un giudizio positivo sui Distretti e il 26% dichiara di aver registrato un aumento dei ricavi grazie alle iniziative connesse.
In questo contesto assume particolare significato il richiamo del Governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta nel suo discorso nella Giornata Mondiale del Risparmio: il risparmio può sostenere il benessere futuro soltanto se il suo valore viene preservato e se trova impieghi capaci di generare crescita. Per l'Italia, la questione non è soltanto difendere il risparmio dall'inflazione, ma creare le condizioni perché possa contribuire agli investimenti e alla crescita.
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